Il Cinema va a Teatro

Le porte del teatro sono aperte. All’interno, le maschere tirano bene le tende di velluto. Il pubblico in platea prende posto e aspetta l’inizio dello spettacolo. Si abbassano le luci, cala il silenzio, ma dietro il sipario, sopra le assi di legno che formano il palco, c’è solo un grande schermo bianco, illuminato da un’unica potente luce: quella del proiettore.
Seguendo una tradizione recente, ma già consolidata, anche quest’anno la stagione del Teatro Sociale viene arricchita da cinque appuntamenti cinematografici, cinque grandi film scelti in collaborazione con Lake Como Film Festival.
Ma c’è una novità: in questa nuova edizione de Il Cinema va a Teatro, ogni proiezione sarà accompagnata dall’intervento di ospiti che ci aiuteranno a cogliere cinque diversi aspetti de “L’Infinita Equazione”: la scienza, il cinema stesso, la danza, la musica, le migrazioni. Non solo film, quindi, ma anche confronto, approfondimento dei temi, esplorazione dei mondi in cui le immagini ci trasporteranno.
Il Teatro Sociale diventa così il migliore salotto e la più bella sala cinematografica della città: le luci si accenderanno sugli ospiti e sul pubblico, per poi spegnersi di nuovo e lasciare spazio alla magia del cinema.

Giovedì 19 ottobre
CINEMA/FISICA

NESSUNO MI TROVERÀ
Regia e sceneggiatura: Egidio Eronico. Fotografia: Carlo Rinaldi. Montaggio: Antonio Canestri
Interbengono: Francesco Guerra, Nadia Robotti, Ettore Majorana jr., Etienne Klein, Wolfgang Fabio Shultze, Jordi bonnels, Roberto Finzi, Massimo Onofri.
Italia 2015. 75 minuti.

Ettore Majorana, nato il 5 agosto 1905 e laureatosi in fisica nel 1928, fu tra i più promettenti allievi di Enrico Fermi. E’ stato forse il più grande fisico teorico del ‘900 e forse il più noto scomparso della storia dell’Italia contemporanea. La sua sparizione, quasi ottant’anni fa, non smette di produrre quesiti, dubbi, ricerche; le sue intuizioni e i suoi lavori scientifici sono oggi più attuali di quando furono pubblicati. Il suo enigma, lungi dall’essere risolto, è diventato un paradigma di questioni scientifiche, politiche, morali, che agitano ancora la nostra società.
Attraverso documenti, immagini d’archivio, animazioni da graphic novel, testimonianze, documenti e congetture, il film scandaglia quel mare di mistero chiamato Ettore Majorana. Tra documentazione e immaginazione – lungo la scia tracciata dalle approfondite ricerche di Francesco Guerra e Nadia Robotti intorno alla figura e all’attività di Majorana – Nessuno mi troverà cerca di rispondere cinematograficamente magari solo ad alcune di queste domande. Senza la presunzione di fornire certezze, com’è ovvio, ma senza neppure adagiarsi nelle comode incongruenze di un’immancabile quanto insoddisfacente “verità ufficiale”.

Introduzione
Michela Prest, dipartimento di Scienza e Alta tecnologia dell’Università dell’Insubria

Al termine del film
Incontro con il regista Egidio Eronico

Giovedì 9 novembre
CINEMA/CINEMA

NINOTCHKA
Regia: Ernst Lubitsch. Sceneggiatura: Walter Reisch, Charles Brackett, Billy Wilder. Fotografia: William Daniels. Scenografia: Cedric Gibbons. Costumi: Adrian. Musica: Werner Heymann. Interpreti: Greta Garbo, Melvyn Douglas, Ina Claire, Sig Ruman, Alexander Granach, Bela Lugosi.
Stati Uniti 1939. 110 minuti.

Nel film sceneggiato da Billy Wilder e Charles Brackett (delle commedie lubitschiane, la più aderente al canone sentimentale hollywoodiano), Lubitsch allestisce il suo mondo di grandi alberghi, porte girevoli, nobiltà squattrinata e aristocrazia morale della servitù: siamo a Parigi, la città ha stregato i tre agenti sovietici mandati da Mosca, poi il suo dolce delirio d’amore e champagne scioglierà anche l’inflessibile commissario Nina Yakusciova. Garbo ride, ed è una risata di resa a una vita nuova, una risata d’addio all’edificazione socialista, formidabile per potere pubblicitario, perfetta per messinscena comica.: ma carica di presagi (lei non riuscì a produrne il suono, fornito al montaggio dalla voce di un’altra), quella risata fu il principio della fine anche per la carriera della diva. Resta il fatto che questo s’è rivelato nel tempo il suo film più resistente e popolare, e di Greta Garbo rimane oggi più Ninotchka di quanto rimangano Anna Karenina, Margherita Gauthier o la regina Cristina. E resterà per sempre, nell’olimpo delle battute memorabili, quel suo languido, alcolico chiedere tempo al fuoco dell’ideologia: “Compagni! La rivoluzione è in marcia, le bombe cadranno, la civiltà crollerà a pezzi. Ma per favore, non adesso…”.

Introduzione
Giancarlo Zappoli, direttore di MyMovies

Lunedì 22 gennaio
CINEMA/DANZA

IO DANZERÒ
Regia: Stéphanie Di Giusto. Sceneggiatura: Stéphanie Di Giusto e Sarah Thibau, con la collaborazione di Thomas Bidegain Freely, dal romanzo “Loïe Fuller, danseuse de la Belle Epoque” di Giovanni Lista. Fotografia: Benoît Debie. Montaggio: Géraldine Mangenot. Costumi: Anaïs Romand. Scenografie: Carlos Conti. Interpreti: Soko, Lily Rose – Depp, Gaspard Ulliel, Mélanie Thierry. Francia/Belgio/Repubblica Ceca / 2016. 108 minuti.

Stephanie Di Giusto, apprezzate fotografa e videoartista, trova il modo migliore per rendere il carattere di Loïe Fuller, protagonista del suo film d’esordio, che prende forma e filosofia visiva in un avvincente racconto che esalta al meglio i tratti salienti di una singolarissima personalità. Protagonista, quasi dimenticata, della scena teatrale americana ed europea a cavallo del XX secolo, Marie Louise aveva cominciato a esibirsi nei teatri fin da bambina. Fu durante le prove di uno spettacolo a New York che fece la scoperta su cui si sarebbe fondata l’intera sua carriera: giocando su opportuni effetti di luce e roteando il corpo avvolto in un voluminoso drappo di seta, succedeva che le pieghe della stoffa ondeggiassero assumendo incandescenti forme che stilizzavano il gusto Liberty. Chiamato “Serpentine”, il numero di danza incantò nel 1892 le platee della Folies Bergère assicurando alla Fuller un lungo periodo di fama e successo. Nella cornice della Parigi dei fermenti artistici di fine Novecento, la Di Giusto segue la sua eroina nell’impegno di sperimentare soluzioni sempre più complesse a prezzo di uno sfibrante sforzo fisico; e nell’altrettanto tormentata ricerca dell’amore. Molto felice anche l’idea di scegliere la ribelle Soko nella parte della protagonista, oltre a una certa somiglianza fisica, la Loïe incarnata dalla cantante-attrice franco-polacca risulta un felice miscuglio di timidezza e impeto, determinazione e fragilità, delicatezza e forza.

Introduzione
a cura di Teatro Sociale-Aslico

Giovedì 22 febbraio
CINEMA/MUSICA

HAI PAURA DEL BUIO?
Regia: Giorgio Testi. Fotografia: Marco Graziaplena. Montaggio: Pablo d’Ambrosi. Interpreti: Manuel Agnelli, Giorgio Ciccarelli, Roberto Dell’Era, Rodrigo D’Erasmo, Xabier Iriondo.
Produzione: OLO Creative Farm. Italia 2014. 84 minuti.

In occasione dell’edizione speciale dell’album “Hai paura del buio?”, riconosciuto come miglior disco indipendente degli ultimi venti anni da parte dei giornalisti e come miglior album indipendente degli ultimi quindici anni da parte del pubblico, Giorgio Testi e OLO creative farm progettano un “concert film” con un approccio molto cinematico, la cui struttura potrebbe essere divisa in quattro blocchi, un po’ come i quattro lati di un doppio lp: ogni lato con al suo interno quattro o cinque canzoni, tratte dal concerto dell’Alcatraz di Milano, del 26 Marzo 2014, dove il gruppo rivisita l’album in collaborazione con diversi nomi di spicco della musica italiana e internazionale. Le riprese di Giorgio Testi colgono appieno la teatralità che ha caratterizzato il tour. Un evento unico e irripetibile, un live che attraverso l’utilizzo di otto videocamere e l’audio in multitraccia, si trasforma in un’esperienza audiovisiva unica. “Con gli Afterhours ho voluto creare un film concerto che catturesse al meglio la loro performance. Volevo fosse un film vivo e senza tempo che come il loro disco non invecchiasse mai. Le riprese hanno un approccio diverso dal consueto stile televisivo, creando una vera e propria vicinanza con la band, quasi dimenticandosi della presenza del pubblico, totalmente incentrate sull’energia della scena.”

Introduzione e dopo proiezione
a cura di OLO creative farm

Mercoledì 21 marzo

CINEMA/MIGRAZIONI
In collaborazione con la rassegna “MIGRAZIONI Diritto e diritti nello sguardo del cinema” a cura del Dipartimento di diritto, economia e culture dell’Università degli Studi dell’Insubria.

L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA
Regia: Aki Kaurismäki. Sceeggiatura: Aki Kaurismäki. Fotografia: Timo Salminen. Montaggio: Samu Heikkilä. Interpreti: Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen, Ilkka Koivula, Kaija Pakarinen
Finlandia 2017, 98 minuti. Festival di Berlino 2017 Orso d’Argento.

Il film racconta in parallelo la storia di Khaled e Wilkstrom: il primo è un giovane siriano, scappato da Aleppo con la sorella Miriam. Il secondo è un uomo di mezza età, finlandese, rappresentate di camice, che ha appena lasciato la moglie e ceduto la sua attività. Khaled ha attraversato la frontiera con la Turchia, è passato in Grecia ed ha girovagato per l’Europa. In uno scontro alla frontiera ungherese ha perso i contatti con Miriam ed è approdato infine ad Helsinki, nascosto nella stiva di una nave. Il film si apre poeticamente proprio con il suo volto nero che emerge dal un container, che trasporta carbone. Khaled è solo e la sua unica missione è ritrovare la sorella. Wilkstrom invece, a cinquant’anni, deve ricominciare tutto, ma grazie ad una surreale partita a poker, coronerà il suo sogno di entrare nel mondo della ristorazione, rilevando uno scalcinato locale col l’illusione di rilanciarlo. I due finiranno per incontrarsi… Aki Kaurismäki torna a parlare d’immigrazione, come in “Miracolo a Le Havre”, e lo fa con l’ironia di sempre, tanto più feroce quando si posa sui suoi concittadini, borghesi piccoli e piccolissimi, seriosi, incapaci di sorridere. Come sempre straordinaria la colonna sonora di rock scandinavo, spesso suonata dal vivo, che accompagna i protagonisti nel loro viaggio di riconciliazione con se stessi e con i propri affetti.

Introduzione
Gian Maria Piccinelli, Professore Ordinario di Diritto Privato Comparato e docente di Diritto Musulmano e dei Paesi Islamici

2017/2018

Como, Teatro Sociale
Giovedì 19 ottobre / Mercoledì 21 marzo

Spettacolo unico ore 20.30
Intero € 7 – Ridotto € 5 (over 65 – under 21)