Paesaggio, bene comune

La nozione novecentesca di paesaggio, era riferibile a limitate frazioni del territorio connotate da esorbitanti valori estetico-formali. Entro questo schema, alla massima tutela circoscritta ad alcuni beni si correlava l’attribuzione all’urbanistica della funzione di programmazione in chiave meramente funzionalistica degli usi del territorio ‘ordinario’. Queste logiche sono state rimesse in discussione nel periodo più recente anche in seguito al recepimento della Convenzione Europea del Paesaggio, fortemente condizionata dalla matrice culturale della Landskape Ecology. Le punte più avanzate di questa riflessione portano a considerare il paesaggio ‘a strati’: il primo strato è ancora rappresentato dai beni paesaggistici di eminente valore estetico; al secondo strato sono ascrivibili i paesaggi ‘della vita quotidiana’, carichi di valenze identitarie in cui si rispecchiano le singole comunità insediate; nel terzo strato ricadono i beni e i paesaggi degradati, per i quali occorre immaginare politiche attive di riqualificazione.

Il paesaggio innovativamente esteso all’intero territorio necessita di un lavoro di riconoscimento identitario-valoriale, nel quale le comunità debbono essere ascoltate e coinvolte. Il paesaggio ‘sociale e democratico’ (non è più l’autorità a sancire il meritevole di tutela…) presenta tutti i caratteri tipologici di un bene comune. Un bene comune rispetto al quale gli strumenti del diritto debbono definire regole e condizioni af nché ogni trasformazione riguardante un singolo bene non determini una svalutazione dell’idoneità del paesaggio a generare senso. Un compito che il diritto può assolvere solo nel confronto con l’estetica contemporanea ma anche con la gestaltica e le neuroscienze, che hanno molto da dirci rispetto alle traiettorie e ai funzionamenti della percezione.

incontro a cura di

Emanuele Boscolo

Professore di diritto amministrativo presso il Dipartimento di Diritto Economia e Culture. Autore di quattro monografie e di oltre centocinquanta contributi sui temi del procedimento amministrativo, dei servizi pubblici, delle acque, del governo del territorio, della tutela dell’ambiente e del paesaggio. Partecipa attivamente al dibattito in corso sui beni comuni materiali e al processo di rinnovamento della nozione di paesaggio.

27/06

Como,
Università dell’Insubria Sant’Abbondio
Aula Magna / h. 18.00

Paesaggio, Cinema, Nazione

Dalla frontiera americana a Madre India

La frontiera del western americano, le trincee della prima guerra mondiale, il bush australiano, l’Africa coloniale, la campagna di Madre India, gli altipiani cinesi, le zone di confine: il paesaggio inscritto nello schermo cinematografico diventa una “porzione di spazio dotata di significato” (Massey). Il paesaggio è il luogo in cui si muove la definizione di sé e dell’altro, in cui si leggono i confini dell’appartenenza. Il cinema ha avuto un ruolo decisivo nel narrare e, quindi, nel costruire la nazione come “comunità” fornendo immagini e linguaggi condivisi, modelli di comportamento e valori di riferimento. La nazione ha bisogno di produrre e spazializzare confini, e il cinema fornisce i paesaggi, visuali e simbolici, per immaginare quei confini. Così il paesaggio diventa un personaggio vero e proprio che, con la sua forza visuale ed estetica, offre una rappresentazione mitica e unitaria della nazione. Si offre un percorso accompagnato da una selezione di sequenze cinematografiche, per raccontare l’intreccio tra nazione, cinema e paesaggio in diverse epoche e nazioni.

incontro tra parole e immagini in movimento a cura di

Chiara Codetta Raiteri

Si laurea prima in Scienze Politiche con una tesi di ricerca negli archivi Luce che esplora i cinegiornali come risorse dell’immaginario nazionale, e poi in Scienze Antropologiche ed Etnologiche con particolare attenzione all’antropologia estetica e politica. Musicista e insegnante, ha collaborato con il regista Andrea Zambelli, come aiuto regista e ricercatrice per il documentario Di madre in figlia prodotto da RossoFuoco. Attualmente vive a Como dove si occupa delle intersezioni tra musica, cinema, antropologia e Giappone.

30/06

Como,
Università dell’Insubria Sant’Abbondio
Aula Magna / h. 18.00